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Nuova contabilità semplificata 2017

in categoria Circolari
17. 10. 19
posted by: Andrea Dal Ponte
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Importanti novità dal 2017 per i soggetti in contabilità semplificata.

Il 2017 rappresenta un anno di grande svolta nei meccanismi di funzionamento della contabilità semplificata.

Ecco un quadro generale delle nuove disposizioni da seguire.

 

Iniziamo dai "SOGGETTI INTERESSATI ALLE NUOVE DISPOSIZIONI"

Indipendentemente dal tipo di attività svolta, il regime di contabilità semplificata si applica ai seguenti soggetti:

  • imprese individuali;
  • società di persone;
  • enti non commerciali con attività commerciale (non prevalente);

a condizione che nell'anno precedente, relativamente a tutte le attività esercitate, siano stati conseguiti ricavi non superiori ai seguenti limiti:

  • €. 400.000,00, nel caso di attività di prestazione di servizi
  • €. 700.000,00, negli altri casi (attività di produzione e/o di cessione di beni).

Nel caso di attività miste (ovvero soggetti che esercitano sia prestazioni di servizi che produzione e/o cessione di beni) si deve far riferimento ai suddetti limiti di ricavi facendo riferimento all'attività prevalente.

Se nella contabilità non si effettua l’annotazione distinta dei ricavi riferiti alle due tipologie (servizi e beni), si presumono prevalenti quelli derivanti da attività diverse dalle prestazioni di servizi e quindi il limite è pari ad € 700.000,00

Se invece dalla contabilità i ricavi delle attività esercitate risultano distintamente annotati si dovrà considerare il limite di € 400.000,00 se i ricavi prevalenti derivano da servizi oppure il limite di € 700.000,00 se l’attività prevalente è quella di produzione e/o cessione di beni.

Esempio attività di commercio al minuto (=cessione di beni): la contabilità semplificata è ammessa entro un limite di ricavi pari a € 700.000,00.

Chi tra i soggetti sopra indicati supera i suddetti limiti DEVE tenere la contabilità ORDINARIA mentre chi non li supera PUO’ (quindi è facoltativo) tenere la contabilità ordinaria comunicando al fisco tale scelta (opzione).

 

LE REGOLE DELLA CONTABILITA’ SEMPLIFICATA FINO AL 2016

Fino al 31.12.2016 la regola generale di tenuta della contabilità era rappresentata dal criterio di competenza dei ricavi e dei costi. In pratica ai fini del calcolo del reddito annuale non erano considerati gli eventuali mancati incassi o pagamenti delle fattura ma si faceva riferimento al periodo a cui si riferiva il ricavo o il costo.

Il criterio di competenza è quello che ancora oggi regola la contabilità ordinaria per la quale nulla è cambiato.

 

LE REGOLE DELLA NUOVA CONTABILITA’ SEMPLIFICATA 2017

Dal 2017 inizia un radicale cambiamento dell’impostazione della contabilità semplificata in quanto il criterio che viene applicato di regola è quello di CASSA.

In pratica se una fattura ricevuta da un fornitore (avente data 2017) NON viene pagata entro il 31.12.2017 il costo viene considerato nell’anno 2018 o comunque nell’anno di pagamento.

Quindi dal 1° gennaio 2017 per i contribuenti in contabilità semplificata:

- il calcolo del reddito d’impresa deve essere calcolato secondo il criterio della “cassa” in sostituzione del criterio della competenza (che resterà solo per i soggetti in contabilità ordinaria).

- il calcolo del reddito avviene come differenza tra componenti positivi “percepiti” e spese “sostenute” nel medesimo periodo d’imposta tenendo presente alcune eccezioni e regole specifiche (es. TFR, ammortamenti, minusvalenze, plusvalenze, perdite su crediti, deduzioni forfetarie, ecc. che continuano ad essere calcolati secondo la competenza temporale e non per cassa).

 

LA GRANDE NOVITA’ NELLA CONTABILITA’ SEMPLIFICATA 2017: IL VALORE DEL MAGAZZINO 

Fino al 31.12.2016 le aziende calcolavano a fine anno il valore del magazzino in quanto lo stesso non rappresentava un costo dell’anno.

Quindi per individuare il valore degli acquisti di competenza si effettuava il seguente calcolo:

Magazzino al 1.1. (più) totale acquisti dell’anno (meno) magazzino al 31.12 = costo degli acquisti di competenza

Dal 2017 il valore di magazzino (che deve comunque essere determinato con l’apposito prospetto non abrogato dalla nuova legge) non viene più considerato come componente di calcolo nel reddito annuale dell’azienda. Quindi tutti gli acquisti di beni e merce effettuati nell’anno vengono considerati costi deducibili se pagati nell’anno stesso.

Ad esempio, se al 31.12 l’azienda acquista e paga una fornitura di merce ricevuta in pari data, il valore dell’acquisto (pur giacendo sicuramente ancora in magazzino e rappresentando quindi una tipica rimanenza finale) rappresenta un costo dell’anno stesso in quanto pagato nell’anno.

 

COORDINAMENTO VECCHIA E NUOVA NORMATIVA PER IL 2017 (PER TUTTI I SOGGETTI CON RIFERIMENTO ALL'ANNO 2017 O, NEI SUCCESSIVI ANNI, NEI CASI DI PASSAGGIO TRA CONTABILITA’ SEMPLIFICATA E ORDINARIA)

Nel 2017 per tutti i soggetti in contabilità semplificata si creerà una particolare situazione legata alla necessità di coordinare le regole esistenti fino al 2016 (criterio di competenza) con quelle del 2017 (criterio di cassa).

In pratica nel calcolo del reddito 2017 si dovrà considerare il valore del magazzino al 31.12.2016 come costo del 2017 in quanto lo stesso non è stato considerato nel calcolo del reddito 2016 come costo.

Quindi per il SOLO 2017 il calcolo dei costi da inserire nella determinazione del reddito sarà il seguente:

Magazzino al 31.12.2016 (più) totale acquisti effettuati e pagati nell’anno 2017

Questa situazione particolare tenderà a “ridurre” i redditi del 2017 rispetto a quelli del 2016 perché non considerando il magazzino di fine anno nel 2017 si dedurranno TUTTI i costi pagati + TUTTO il magazzino presente al 31 dicembre 2016.

Se l’effetto della riduzione sarà così accentuato al punto di terminare una perdita di esercizio la stessa NON potrà essere portata in deduzione dai redditi degli anni successivi con conseguente "danno" in termini fiscali legato alla mancata deduzione di costi (il riporto delle perdite negli anni successivi è infatti ammesso solamente per i soggetti in contabilità ordinaria).

Questo particolare effetto si presenterà anche quando, in anni futuri, l’azienda cambierà per obbligo o per scelta la contabilità da semplificata a ordinaria o viceversa.

 

UN ASPETTO IMPORTANTISSIMO: IL MOMENTO DELL’INCASSO O DEL PAGAMENTO

Dato che il nuovo criterio base per calcolare il reddito in contabilità semplificata è quello di cassa diventa essenziale stabilire con certezza quando un ricavo si intende INCASSATO e quando un costo si intende PAGATO.

Sembra un problema di scarsa rilevanza ma la forma di incasso o pagamento utilizzata nell’operazione finanziaria  (contanti, bonifico, riba, rid, ecc.) può comportare qualche incertezza per le operazioni effettuate negli ultimi giorni dell’anno.

Ad esempio considerare erroneamente un costo pagato nel 2017 quando invece il pagamento è effettivamente avvenuto nel 2018 significa commettere un errore nel calcolo del reddito 2017 che potrebbe creare effetti negativi in termini sanzioni tributarie.

Innanzitutto è necessario sottolineare quanto i pagamenti (fatti o ricevuti) per contanti diventino uno strumento a rischio di possibile contestazione in quanto non documentabili. Si consiglia quindi evitare questo strumento in tutti i casi in cui non è inevitabile.

 

Ecco una tabella di sintesi che evidenzia a seconda del mezzo di pagamento utilizzato il momento di rilevazione ai fini fiscali del ricavo o costo.

 Mezzo finanziario  Momento di rilevazione dei RICAVI  Momento di rilevazione dei COSTI
Assegno bancario o postale o circolare  Quando l’assegno entra nell’ambito delle disponibilità del soggetto (data del titolo =ricevimento e non del versamento nel conto corrente) (*)  Quando l’assegno esce dall’ambito delle disponibilità del soggetto (data assegno)
Bonifico bancario o postale  Data di accredito sul c/c  Data in cui deve essere eseguito il bonifico
Ricevuta bancaria  Data di pagamento presso la banca da parte del cliente o data dell’accredito della somma sul c/c  Data in cui viene onorato il pagamento della ricevuta bancaria (data di addebito sul c/c)
Carta di credito o di debito Data di accredito della somma sul c/c Data di utilizzo della carta di credito o di debito (bancomat)

 

(*) un orientamento della Cassazione ritiene che l’assegno postdatato (irregolare) debba considerarsi nella disponibilità del soggetto ricevente dalla data di consegna anteriore a quella riportata sul titolo con conseguente anticipazione del momento della rilevanza fiscale ai fini del reddito di un soggetto in contabilità semplificata per cassa.

 

COME GESTIRE LA NUOVA CONTABILITA’ SEMPLIFICATA 2017 ?

La nuova normativa può essere sicuramente favorevolmente accolta in quanto ha lo scopo principale di evitare il pagamento di imposte su somme non ancora incassate e quindi subire il disagio finanziario di dover anche anticipare allo Stato imposte su redditi non ancora incassati.

Molte aziende che subiscono ritardi nei pagamenti e/o lavorano con tempi di incasso non brevi possono sicuramente avere dei benefici considerevoli ma certamente tutti i contribuenti in contabilità semplificata dal 2017 dovranno essere molto più attenti nel gestire la propria amministrazione.

Dal 2017 infatti non basta più contabilizzare i documenti ma bisogna tener conto ai fini contabili della data di incasso e pagamento … come si può procedere ?

Vediamo le varie possibilità offerte dalla normativa per valutare quale soluzione amministrativa possa essere più idonea per la propria azienda.

 

IL PASSAGGIO ALLA CONTABILITA’ ORDINARIA

Innanzitutto è bene sottolineare che le aziende appartenenti ad alcuni settori economici si trovano con la necessità praticamente inevitabile di effettuare l’opzione per la contabilità ordinaria e quindi mantenere il criterio della competenza.

Ad esempio nel settore edile è tipicamente presente una sfasatura ampia tra il momento in cui si manifestano i costi (costruzione) e i successivi in cui si manifestano i ricavi (vendita immobile). In questo caso la contabilità semplificata per cassa comporterebbe un elevato rischio di avere annualità fiscali in forte perdita seguite da altre in forte utile. Considerato il divieto di riporto delle perdite negli anni successivi questo scenario determinerebbe un danno economico certo e considerevole (pagamento imposte su redditi di fatto inesistenti).

In generale il passaggio dalla contabilità semplificata a quella ordinaria (per scelta o per obbligo a seguito del superamento dei limiti indicati sopra) comporta un aggravio di costi amministrativi e operativi richiedendo nel contempo il ricorso a persone interne all'azienda con una formazione contabile adeguata.

 

SOLUZIONI OPERATIVE PER LA GESTIONE DELLA CONTABILITA’ SEMPLIFICATA PER CASSA 2017

Dopo aver analizzato i nuovi criteri di calcolo dei costi e ricavi della contabilità semplificata 2017 per cassa e aver analizzato gli aspetti inerenti le varie forme di pagamento vediamo come operativamente deve essere tenuta la nuova contabilità semplificata 2017.

Partiamo dal ricordare che fino al 2016 la contabilità semplificata per competenza richiedeva la presenza dei seguenti registri contabili:

1) Registri IVA (acquisti, vendite e corrispettivi)
2) Registro dei beni ammortizzabili per il calcolo degli ammortamenti

 

Dal 2017 si può gestire la contabilità secondo uno dei seguenti schemi operativi:

Schema N. 1

Tenuta dei seguenti registri:

1) Registri IVA (acquisti, vendite e corrispettivi)
2) Registro dei beni ammortizzabili per il calcolo degli ammortamenti
3) Registro degli incassi dove annotare le informazioni e data di incasso delle fatture emesse
4) Registro dei pagamenti dove annotare le informazioni e data di pagamento delle fatture ricevute e delle altre spese documentate da altri documenti

Questo schema risulta molto simile alla contabilità ordinaria e quindi è certamente più oneroso in termini di attività contabili da svolgere.

Schema N. 2

Tenuta dei seguenti registri:

1) Registri IVA (acquisti, vendite e corrispettivi) nei quali a fine anno aggiungere anche la specifica di tutti i documenti (fatture emesse e ricevute) per i quali NON c’è stata la manifestazione finanziaria (incasso o pagamento)

Si tratta in pratica di integrare i normali registri IVA con la specifica di quanto NON pagato o NON incassato. Quindi solo le eccezioni come ad esempio i documenti con data prossima alla fine dell’anno il cui incasso o pagamento probabilmente si verificherà nell’anno successivo.


2) Registro dei beni ammortizzabili per il calcolo degli ammortamenti

Questo schema risulta abbastanza semplice in quanto il contribuente avrà la nuova incombenza di dover specificare le informazioni relative ai soli documenti NON incassati o NON pagati.

Quindi il commercialista, alla fine dell’anno, consegnerà al cliente l’elenco dei documenti annotati nei registri IVA, il cliente provvederà ad integrare l’elenco con l’evidenza dei SOLI documenti non incassati/pagati nell’anno ed a restituirlo firmato al consulente per integrare la contabilità con le informazioni ricevute e che avranno effetto anche sull'anno fiscale successivo.

Schema N. 3

In questo caso, pur trattandosi del metodo più semplice, è necessario porre attenzione per evitare situazioni reddituali indesiderate.

La semplicità consiste nel fatto che la contabilità richiede una gestione analoga a quella fatta fino al 2016 ovvero, come detto sopra, la presenza dei seguenti registri contabili:
1) Registri IVA (acquisti, vendite e corrispettivi)
2) Registro dei beni ammortizzabili per il calcolo degli ammortamenti

Quindi per l’azienda non cambierebbe nulla tranne il fatto che questo schema può essere adottato solo previa opzione comunicata all’Agenzia delle Entrate la cui durata minima è di 3 anni. Quindi una volta scelta questa via deve essere mantenuta per 3 anni.

In pratica lo schema prevede l’applicazione di una PRESUNZIONE ASSOLUTA e LEGALE secondo cui la data di registrazione dei documenti nei registri IVA viene fatta coincidere (ai soli fini fiscali) con quella dell’incasso (= ricavo) o del pagamento (= costo).

In questo modo:

semplifico la gestione (o meglio, non la complico rispetto al 2016) perché non devo tener conto delle effettive date di incasso e/o pagamento dei documenti aziendali

ma nel contempo mi precludo la possibilità di non inserire nel calcolo del reddito:

a) le fatture emesse ma non ancora incassate in quanto le stesse devono essere registrate in base alla data di emissione e quindi sono tutte considerate come incassate nell’anno di emissione;

b) le fatture ricevute ma non ancora pagate in quanto le stesse devono essere registrate comunque con riferimento all’anno di emissione e quindi sono tutte considerate come pagate nell’anno stesso.

 

ALTRE IMPLICAZIONI PER LE AZIENDE

PRIMO : La contabilità semplificata per cassa 2017 può essere parificata alla contabilità dei professionisti che appunto calcolano il loro reddito in base a quanto incassato e pagato.

SECONDO : Le aziende ricorrono frequentemente al credito bancario secondo diverse modalità (fidi, finanziamenti, anticipazioni, mutui, ecc.).

Fino ad oggi gli istituti di credito hanno valutato le richieste dei propri clienti sulla base dei flussi finanziari rappresentati da entrate e uscite rilevate dai conti correnti ma anche dall’andamento economico dell’azienda derivante dal bilancio fatto per competenza. Infatti un’azienda molto spesso utilizza più rapporti bancari con istituti diversi e quindi l’unico modo per ciascun istituto di procedere a un’analisi complessiva è quello di esaminare anche il bilancio annuale o in corso d’anno.

Ora, con il criterio di cassa, l’andamento reddituale aziendale nei diversi anni potrebbe assumere valori difficili da interpretare per effetto della variabilità dei tempi di incasso e/o pagamento di fatture. Quindi sicuramente servirà un processo di adeguamento dei criteri di analisi finalizzati alla concessione del credito e, soprattutto, determinazione dei costi da applicare (tasso di interesse).